I risultati anche per il Senato

Oggi aggiungiamo una seconda mappa a Duetredue. Dopo la Camera arriva il Senato. La fiducia al Governo dipende da entrambe le Camere: le due partite corrono in parallelo con uguale importanza.

Lo spauracchio per gli schieramenti in campo (o l’aspettativa, a seconda dei punti di vista, per chi spera in un Governo di larghe intese) è una riedizione del 2013, con risultati difformi tra un’aula e l’altra. Sappiamo, dalla situazione alla Camera, che almeno per il momento solo il Centrodestra compete per una risicata maggioranza assoluta, dove tutto si gioca in un gruppo di collegi uninominali sparsi per il Paese. Lo scenario più probabile non vede nessuno dei tre poli principali capaci di formare una maggioranza autonoma. Per di più la coalizione in testa, quale che sia, deve affrontare anche la difficoltà di due competizioni separate e con regole in parte differenti: salvo vittorie nette, basterebbe davvero poco - qualche risultato diverso in alcuni collegi in bilico - perché al controllo di una Camera non corrisponda anche il controllo dell’altra.

Il voto senatoriale è basato su 116 collegi uninominali, la metà esatta della Camera. Salvo alcune eccezioni, i collegi del Senato sono formati unendo dei collegi della Camera a due a due. Tolti 6 senatori eletti all’estero, tutti gli altri sono scelti con metodo proporzionale tra liste concorrenti. Oltre alle dimensioni dimezzate della Camera alta, accennavamo poco sopra ad alcune differenti regole del gioco. Le principali divergenze sono tre: una garanzia minima di seggi, almeno 7, per ogni regione (salvo Molise e Valle d’Aosta), che sovrarappresenta marginalmente quelle più piccole; il riparto dei seggi nella parte proporzionale che avviene regione per regione, e non a livello nazionale, e quindi impone soglie implicite di sbarramento più alte nelle regioni più piccole, penalizzando gli schieramenti minori (anche se le soglie di sbarramento sono di base calcolate a livello nazionale); il diritto di voto che scatta dai 25 e non dai 18 anni. Le elezioni di Camera e Senato sono contemporanee ma distinte, con il voto dato su schede differenti. Soprattutto nei collegi in bilico, laddove un’elezione si può decidere per poche centinaia se non decine di voti, la qualità di un candidato e della sua campagna elettorale sul territorio potrebbero effettivamente portare anche pochi elettori a scegliere in modo difforme tra una votazione e l’altra.

Ai fini della nostra simulazione, il diritto di voto differenziato—dai 18 anni per la Camera, ma, appunto, solo dai 25 per il Senato—crea un ostacolo nella costruzione del modello di calcolo. Sarebbe quindi stato utile determinare l’andamento storico degli schieramenti in ogni collegio al Senato rispetto agli elettori dai 25 anni in poi, ma non è possibile a meno di non riferirsi a una sola votazione. Il nostro modello si basa sia sulle elezioni nazionali del 2013, per le quali potremmo prendere in considerazione, come ci servirebbe, il voto specifico del Senato, sia sulle europee del 2014, dove il voto scatta dai 18 anni e non esiste una seconda Camera con elettorato differenziato. Non potendo guardare più indietro del 2013—troppo tempo è passato e troppe cose sono cambiate perché abbia senso—abbiamo scelto di non riferire il modello del Senato solo ai risultati del 2013: vista la variabilità del voto negli ultimi anni sarebbe un azzardo troppo grande e non vogliamo rinunciare all’omogeneità, e quindi comparabilità, tra il simulatore del Senato e quello della Camera.

Con la nuova mappa del Senato arriva anche il consueto aggiornamento settimanale. Il Centrodestra continua a crescere, superando il 36%, e il Centrosinistra continua a scendere, sotto il 28%. Il Movimento Cinque Stelle e Liberi e Uguali invece restano inchiodati sulle percentuali della precedente settimana, poco sopra il 27% e intorno al 6,5%. A Berlusconi, Salvini e alleati mancano 57 seggi per la maggioranza alla Camera e 29 per controllare il Senato. Sempre tenendo fuori dal conto i seggi esteri, una parte dei quali tornerà utile, il Centrodestra è in vantaggio oppure competitivo per vincere in quasi tutti i collegi in bilico: 71 su 77 alla Camera e 36 su 39 al Senato. Il Centrosinistra dovrebbe fare buon affidamento sui collegi metropolitani per arrestare la destra, ma con l’ultimo aggiornamento a Milano tre collegi della Camera su sei passano dal grigio degli incerti all’azzurro dei seggi probabili per il Centrodestra.

In Liguria, dove tutti i sei collegi della Camera erano in bilico una settimana fa, oggi ne troviamo due colorati di azzurro, che coincidono con aree di forza storica per la destra (Imperiese e Tigullio), e Genova-Bargagli probabile per il M5S.

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CAMERA DEI DEPUTATI

Le nostre proiezioni per i 232 collegi uninominali della Camera. Guarda i collegi sulla mappa interattiva.

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SENATO DELLA REPUBBLICA

Nella mappa interattiva le proiezioni nei 116 collegi uninominali per il Senato.

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GLI SCHIERAMENTI

L'andamento dei 4 schieramenti principali attraverso tutti i sondaggi pubblicati nell'ultimo anno.

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