Ultimo aggiornamento, da domani sondaggi vietati

Pubblichiamo un aggiornamento delle nostre proiezioni elettorali di venerdì, perché da domani sarà proibito diffondere in qualunque modo sondaggi.

Il Centrodestra raggiunge il massimo nello storico dei sondaggi monitorati da Duetredue, al 37,1%, invece il Centrosinistra al 27,1%, dieci punti esatti in meno, scende al livello più basso. Col 27,4% il M5S sembra riuscire a staccare la coalizione di Matteo Renzi, dopo settimane di balletto sulle stesse cifre.

In termini di seggi, contando quelli della parte proporzionale e i seggi uninominali sicuri e probabili, il Centrodestra è a 47 eletti dalla maggioranza nella Camera e a 25 nel Senato. I seggi uninominali in bilico sono rispettivamente 75 e 37 e la coalizione di Berlusconi è competitiva in quasi tutti: 71 collegi incerti della Camera e 35 del Senato. Al Senato, il Centrodestra otterrebbe la minima maggioranza di 158 senatori, senza contare gli eletti all’estero, anche solo riuscendo a vincere i seggi uninominali incerti dove, secondo il nostro modello, i suoi candidati sono in vantaggio. In termini di seggi il Centrosinistra riesce a mantenersi davanti al M5S, solo grazie alla migliore distribuzione territoriale del voto che permette di vincere più collegi uninominali, ma il margine è precario è può essere ulteriormente ridotto di una dozzina di seggi tra le due Camere qualora le liste Insieme e Civica popolare non raggiungessero l’1% (sotto questa soglia, i voti non vengono contanti per l’attribuzione dei seggi alla coalizione e quindi vanno sprecati).

La campagna elettorale fino adesso sembra non aver inciso sui trend consolidati degli schieramenti, salvo per il Centrosinistra, in negativo: il Centrodestra ha continuato a crescere con lo stesso ritmo assunto dalle ultime elezioni comunali, il M5S è rimasto stabile, e proprio il Centrosinistra ha subito un grave calo. Dovesse proseguire questo andamento, il 5 marzo potremmo davvero ritrovarci con una maggioranza di destra in Parlamento, una maggioranza che potrebbe anche rivelarsi non così risicata visto che potrebbe manifestarsi un effetto di vittoria a cascata nei collegi uninominali incerti qualora gli indecisi si spostassero sul Centrodestra negli ultimi giorni. Secondo l’ultima rilevazione disponibile di EMG, che ne ha rilevato in modo continuo il numero, la percentuale d’indecisi si attesta sul 12,6%. Secondo un recente sondaggio di Demopolis, il 67% ha già scelto in via definitiva come votare, il 13% ha tendenzialmente deciso ma potrebbe cambiare idea, il 20% non ha ancora deciso.

I collegi uninominali invece non sembrano essere un fattore rilevante in questa competizione. Secondo il sondaggio di Demopolis già citato, il profilo del candidato nel collegio, anche se di un partito differente da quello che si sarebbe normalmente votato, inciderà sulla scelta del 25% appena dei rispondenti. Secondo un altro sondaggio di Demopolis, il 67% dei rispondenti non conosce nemmeno un candidato nel suo collegio.

Gli scenari possibili al momento sembrano tre:

1. Se la campagna elettorale continuerà a non incidere sugli orientamenti di voto consolidati, il Centrodestra si ritroverà con una ridotta maggioranza o sarà la coalizione di minoranza dominante nelle Camere. In questo caso, la grande coalizione avrà difficilmente i numeri per poter essere costruita intorno a PD e Forza Italia e più probabilmente il Centrodestra dovrà costruire l’esecutivo trovando i numeri mancanti in parlamento.

2. Lo spostamento degli indecisi in modo prevalente verso il Centrodestra negli ultimi giorni a ridosso del voto potrebbe consegnare a Berlusconi e alleati una maggioranza confortevole. Considerato il numero di collegi uninominali incerti, non sarebbe nemmeno necessario un sommovimento delle dimensioni viste nel 2013. Vista la capacità del Centrodestra di dominare, fino adesso, nell’imporre i contenuti prevalenti della campagna elettorale (tasse e immigrazione), questo non è uno scenario implausibile.

3. Un recupero da parte di M5S o Centrosinistra negli ultimi giorni, grazie a una crescita di consensi presso gli indecisi, tale non da scavalcare il Centrodestra ma da rendergli impossibile la formazione di un esecutivo di minoranza. Allo stato delle cose, più che uno scenario plausibile questo sembra un auspicio. Qualora dovesse essere il PD a recuperare consensi presso gli indecisi, potrebbero riprendere quota le azioni di una grande coalizione. Vista la scarsa o, anzi nulla, visibilità dei candidati nei collegi uninominali, tutto sembra giocarsi nella campagna elettorale nazionale dei leader degli schieramenti. Questo non sembra giocare a favore del Partito Democratico: Renzi si colloca adesso nel panorama nazionale come un politico poco amato e, probabilmente, dotato di una capacità limitata di espandere i voti del suo partito.

Chiudiamo l’aggiornamento con una nota riferita a Duetredue+, che è il nostro modello di misurazione dell’andamento dei sondaggi nazionali più sensibili a singole variazioni di rilevazione in rilevazione. Secondo Duetredue+ il Centrodestra si colloca al 38,4%, i Pentastellati al 27,7%, il Centrosinistra al 27,3% e Liberi e Uguali al 5,5%. Queste percentuali darebbero al centrodestra 280 seggi sicuri e probabili, che diventerebbero 323, cioè oltre la soglia della maggioranza assoluta, con i seggi incerti dove si trova in vantaggio.

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CAMERA DEI DEPUTATI

Le nostre proiezioni per i 232 collegi uninominali della Camera. Guarda i collegi sulla mappa interattiva.

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SENATO DELLA REPUBBLICA

Nella mappa interattiva le proiezioni nei 116 collegi uninominali per il Senato.

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GLI SCHIERAMENTI

L'andamento dei 4 schieramenti principali attraverso tutti i sondaggi pubblicati nell'ultimo anno.

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